Via Rhona (Eurovelo 17)

Il mio primo viaggio in bici

Era scritto? Lo sapevamo? 

Forse si, ma ora è proprio certo, si parte! 

Dopo un anno dall’acquisto della mia prima bicicletta “seria”, compagna di avventure e di scoperte, dopo un anno di algoritmo di Instagram completamente condizionato da #gravel #bicicletta #cicloturismo #bikepacking, racconti di viaggio, più o meno emozionanti, eccomi qui, pronta (?) a partire per il mio primo #cicloviaggio. 

Perché scegliere un viaggio in bicicletta 

In realtà la scelta non è stata troppo pensata, quando un anno fa ho capito che la bicicletta mi piaceva così tanto, dentro di me è nata spontanea la voglia di provare a fare un viaggio in sella, per guardare il mondo con lentezza, per scoprire i paesini e le città tra odori, temperature e colori che cambiano rapidamente e si impossessano di ogni centimetro di corpo e anima. 

Ho sempre amato fare viaggi on the road, spostarmi, scoprire, cambiare ogni giorno posto, studiare i percorsi migliori per conoscere e accogliere. Le vacanze per me sono sempre state questo, e a quelli che mi dicono “queste non sono vacanze, tornerai più stanca di prima”, dico “Si!, tornerò più stanca di prima, ma piena di emozioni collezionate, piena di km fatti alla scoperta di nuove realtà diverse dal mio quotidiano, piena di imprevisti incontrati sul percorso, piena di racconti da mettere in fila o in ordine sparso”. 

Ci pensavo l’altra mattina durante una mia corsetta all’alba, pensavo a quel misto di entusiasmo, adrenalina e paura che precede le nuove esperienze, le novità, è una sensazione unica e che mi fa sentire viva, a volte terrorizzata, ma viva. 

Quando mi sono detta “ok, facciamo un viaggio in bicicletta” ho pensato ai posti che mi sarebbe piaciuto visitare, a quei luoghi dove andare in bicicletta potesse essere comunque un piacere perché non sarei stata ancora pronta per affrontare viaggi più complessi. 

Come ho scelto il mio primo itinerario

La scelta, alla fine, è ricaduta sulla Francia, e sono sincera, inizialmente con non troppo entusiasmo. 

Nella mia esperienza ho sempre trovato i francesi non proprio simpatici e accoglienti e mi ero ripromessa che se avessi potuto avrei evitato, ma ho deciso di dargli un’opportunità, se non altro per il pain au chocolat.

La Francia è vicina e può essere raggiunta facilmente in treno o in auto, primo motivo per il quale la scelta è ricaduta li, non ancora pronta ad affrontare lo sbattimento di imbarcare la bici su un aereo, o su un qualsiasi altro mezzo, perché del resto, sotto sotto, sono una persona pigra.  

Ma in Francia dove? 

Bella la Loira, ma sentendo vari pareri, il rischio di prendere tanta pioggia sarebbe stato troppo elevato e quindi opzione scartata. Per aiutarmi nella scelta ho consultato il sito di Eurovelo, un’iniziativa promossa dalla European Cyclists’ Federation (ECF) per connettere l’Europa su due ruote attraverso una serie di itinerari ciclabili che percorrono numerosi Paesi e paesaggi. Il progetto prevede la realizzazione di 15 percorsi cicloturistici a lunga distanza, per un totale di oltre 70.000 km. Ad oggi, più di 40.000 km sono già pedalabili, offrendo un’infrastruttura diffusa e accessibile a chi ama viaggiare lentamente e in modo sostenibile. 

Alla fine ho scelto di seguire lo scorrere, lo scivolare via, l’essere sempre diversa e mai uguale all’istante prima, dell’acqua; ho scelto di seguire il Rodano lungo la Via Rhona o Eurovelo 17. 

Scoprire la Via Rhôna (EuroVelo 17)

La Via Rhona è un percorso ciclabile che accompagna il Rodano nel suo lungo viaggio dalle Alpi svizzere fino al Mediterraneo, attraversando una straordinaria varietà di ambienti naturali e culturali. Si snoda per oltre 1.250 chilometri, toccando i paesaggi profumati della Provenza e le distese sabbiose della Camargue, creando un legame fluido tra montagne, campagne e mare.

I francesi su questo hanno una marcia in più e il sito linkato nel paragrafo precedente mi ha aiutata davvero molto per la pianificazione di questo viaggio. 

Ho scelto di pianificare il mio primo viaggio in bicicletta partendo da Ginevra, dando importanza ai posti da visitare e allo stare bene. Ho scelto dei punti di riferimento dove mettere dei segnaposti, come Lione, che sogno di visitare da tempo, o Avignone, perché dopo un’infanzia passata con in testa “Sur le pont d’Avignon” penso di meritarmelo. Ho scelto di organizzare tutte le tappe prenotando le strutture dove alloggiare, come fossero obiettivi da raggiungere. Purtroppo sono programmata per arrivare a qualcosa, che ci posso fare? Agosto poi, per i comuni mortali, è il mese delle ferie e quindi improvvisare e non essere “pelati vivi” non sarebbe stato possibile. La tenda l’ho esclusa, non mi appartiene, quantomeno non per così tanti giorni. 

Ho studiato distanze comode mettendo in conto imprevisti di vario genere, tra cui anche il meravigliarmi, mangiare troppo, immergere i piedi in acqua qua e la, forare, perdermi, parlare con sconosciuti e tutto ciò che ancora non riesco ad immaginare. 

Per la prima volta nella vita, il mio bagaglio non sarà fatto di “metti caso che”, ma di consapevolezza che ogni cosa scelta sarà essenziale, avrà la sua funzione e per questo la lavatrice di fine agosto, quest’anno, ringrazierà. 

In questi giorni pre partenza è stato bello anche osservare le reazioni delle persone dopo la risposta alla domanda: “Vacanze? Dove vai?”. Abbiamo gli esperti per i quali un percorso così sono bruscolini, altri che rimangono ammirati (o schifati, chi può dirlo), ci sono quelli che vogliono per forza darti il consiglio non richiesto, e che ci vogliamo fare? è un mondo di tuttologi, ma ad ogni modo, comunque vada, chi va in bicicletta ha sempre qualcosa di divertente da raccontare e io, non vedo l’ora. 

Stay tuned…

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