Rimettersi in gioco non è sempre facile 

Il corpo lo sa

Tornare a volte è quasi più difficile che mollare. Tornare implica il non arrendersi, l’essere coraggiosi, affrontare delle delusioni, rimettersi in gioco

Il mio corpo a novembre 2024 mi ha presentato nuovamente il conto, il mio tendine d’Achille è diventato negli anni il mio tallone d’Achille e quando decide di infiammarsi non fa sconti. 

Un giro di frasi fatte e luoghi comuni per dire che mi sono dovuta arrendere, arrendere al suo volere, arrendere al fatto che per l’ennesima volta, forse, avevo sbagliato qualcosa. Ma cosa? 

Inizialmente non mi sono posta troppo il problema, anzi mi sono rassegnata al dovermi fermare dalla corsa e ho pensato di aver caricato troppo negli ultimi mesi e che lo sport, dopo tutto, è un’altalena. 

Poi però ho cercato di approfondire, perché la superficialità, purtroppo o perfortuna, non mi appartiene. 

Sono fermamente convinta che il corpo sia lo specchio di ciò che abbiamo dentro. Il corpo somatizza, comunica, lascia uscire ciò che vogliamo tenere nascosto. Il corpo lo sa, e forse, ci protegge. Così l’errore anche questa volta è stato non ascoltare

Ogni giorno mi rendo conto che ascoltare è sempre più sottovalutato. Parli con le persone e queste non ti ascoltano perché troppo concentrate al loro interno per poter capire le parole che sentono, scrivi e nessuno legge, così quando il corpo parla non siamo nemmeno più allenati ad ascoltare lui, lui che è così vicino, eppure, lo ignoriamo. 

Nei mesi prima di infortunarmi nuovamente, “atleticamente” parlando ero abbastanza in forma, conducevo i miei allenamenti con costanza, impegno e anche qualche soddisfazione. 

Chi mi conosce sa che non ho nessuna velleità in ambito agonistico, ma le soddisfazioni per me stessa me le prendo a modo mio. Ma allora cosa c’era di sbagliato? 

L’ascolto appunto. Ho ripercorso a ritroso tutto e come al solito la corsa mi ha dato un insegnamento, mi ha costretta ad analizzare, ad analizzarmi. 

I mesi prima di questo stop forzato, sono stati carichi di emozioni, non sempre positive, anzi. 

Ho attraversato un periodo intricato, una perdita che non pensavo, ma mi ha buttata a terra, ho vissuto dei momenti di consapevolezza importante, di frustrazione e ho provato ad affrontare tutto nell’unico modo che conosco, correndo per sfogarmi

C’erano dei giorni in cui le gambe non ne avevano proprio e io le costringevo a portarmi in giro per staccare la testa, per allontanarmi almeno per un po’ dalla realtà che a volte mi schiaccia. Il corpo mi diceva basta e io non lo ascoltavo e così, lui, mi ha detto basta davvero. Lezione imparata? Chi lo sa. 

Quello che sicuramente ho imparato è che non si può sempre scappare, allontanare, silenziare, a volte bisogna prendersi una pausa e ascoltare, semplicemente (?) ascoltare. 

Così mi sono allontanata anche dai social, in particolare da Instagram, che mi impediva di porre la giusta attenzione al mio interno, mi impediva di concentrarmi. Sovrastimolata da mille input diversi, non riuscivo più a mettere a fuoco il mio intento, il mio messaggio. Scrollavo per inerzia, per staccare la testa, per silenziarla, ma questo andava solo ad alimentare dubbi e paranoie. 

Non è facile, anzi, è durissima mettere in fila i pensieri, capire cosa non va, provare a uscire da meccanismi automatici di protezione, accettare che le cose debbano andare diversamente, entrare nell’ottica che finché non ci mettiamo d’impegno per migliorare una situazione, questa rimarrà lì a logorarci. E allora, ora mi alleno per questo, mi alleno per trovare un equilibrio tra dentro e fuori.

Sto cercando di dare meno importanza al mio corpo, che poverino non può sopportare sempre tutto, dagli allenamenti ai piani alimentari da rispettare, e lavorare su altro, spostare il focus, distribuire le mie energie, sfruttare il corpo e l’attività fisica come parti essenziali della mia vita, essenziali per mantenere un bilanciamento e non per scappare o per allontanarmi dalla mia mente. 

È un allenamento difficile, forse più delle ripetute, ma è un altro viaggio verso me stessa.

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