Celeste, Bianchi

Quando i valori si muovono ed evolvono

Ph. Wilfried Treml

Si dice verde Tiffany e non celeste Bianchi.  

Forse perché si è sempre pensato che per fare felice una donna fossero meglio i gioielli.

Io, onestamente, preferirei una bicicletta Bianchi.

Questa però è un’altra storia, o meglio, le due cose sono collegate. Si parla di come un marchio possa arrivare a rappresentare dei valori e di come, chi lo acquista si voglia sentire rappresentato da quegli stessi valori.

Bianchi è, un’azienda dalla lunga storia che, no, non vi racconterò io, lo fanno già molto bene loro.

Per dare un riferimento temporale, Bianchi nasce nel 1885 quando Edoardo Bianchi, aprì la sua prima officina a Milano.

Ho scelto di parlare di Bianchi perché trovare aziende così longeve e visionarie non è facile, in un’epoca di realtà flash e con poca visione, che nascono e spariscono alla velocità dei servizi di Jannik Sinner. 

La bici nella storia ha avuto e, oggi sempre più ha, diverse valenze. Dalla necessità di spostamento, allo sport, alla passione per l’oggetto in sé, ma comunque sempre sinonimo di libertà e tecnica.

Bianchi è stata in grado di adeguare la sua produzione alle esigenze che la società e la storia chiamavano. Ha superato la Seconda Guerra Mondiale, fornendo mezzi per l’esercito, tra cui le prime bici pieghevoli e ammortizzate.

Il primo influencer o brand ambassador? La leggenda Fausto Coppi vince il giro d’Italia con la maglia Bianchi nel 1947 e nel 1949 il tour de France. Anche chi non è appassionato di ciclismo, in sorpasso sulle due ruote senza motore, grida “Coppi!”.

Credits: Ful Cele

Ecco che troviamo le persone al centro di un brand che così acquisisce valore, il valore che solo chi lo rappresenta con il suo modo d’essere può incarnare.

Fausto Coppi ha ampliato ulteriormente la fama di Bianchi, e insieme hanno rappresentato un’eccellenza e un esempio. Si dice che Coppi, a quei tempi, fosse addirittura più influente del presidente della Repubblica, e forse anche più del Papa. Parole forti, ma sono le persone che nel nostro immaginario compiono gesti di valore che muovono le masse, è sempre stato così.

Coppi, parlo di lui per poi declinare il discorso a livello più ampio, è un uomo che ha vissuto la guerra in prima persona e che per molto tempo non si è potuto allenare. Mi scappa un sorriso amaro quando leggo la sua storia. Ripercorro le volte in cui mi sono sentita triste e frustrata per il non poter correre a causa degli infortuni e poi penso a chi come lui, dopo aver superato una guerra è tornato a correre più forte di prima.

Coppi nei primi anni Cinquanta, durante una Milano-Sanremo
ARCHIVIO STORICO

Un uomo definito un’avanguardia, accompagnato sempre da mezzi e abbigliamento all’altezza delle prestazioni. Si, perché Fausto è stato uno dei primi ciclisti a capire l’importanza dell’abbigliamento, dei dettagli tecnici della bicicletta e anche dell’alimentazione nella performance sportiva. Ha sperimentato, provando sulla sua pelle e con le sue fatiche, ha innovato, forse addirittura inventato, un nuovo modo di allenarsi e alimentarsi. Grazie alla sua collaborazione con Bianchi capì l’importanza e migliorò la posizione in sella e nei settaggi della bicicletta stessa. Nulla era quindi lasciato al caso, anzi, con lui Bianchi ha sviluppato un’attenzione meravigliosamente maniacale ai dettagli, fondamentali per fare la differenza.  

Ph. Wilfried Treml

Eccellenza del far bene e con passione, per sfatare il mito attuale che si possa ottenere tutto e con poca fatica. La perseveranza, la visione, la strategia e il metodo sono i cardini di ciò che muove da sempre le persone, quelle che riescono a inseguire la loro luce e a creare qualcosa di nuovo e sensato. Le aziende sono fatte di persone, e così il gioco è presto fatto e il valore è percepito.

Così si ritorna all’inizio, alle parole di Edoardo Bianchi, il fondatore che credeva che il miglior modo per testare un prodotto fosse l’utilizzo in gara. Con questa visione l’azienda ha sempre cucito i suoi prodotti sulle persone e sulle loro esigenze, innovando e sperimentando con loro.

Oggi è un’azienda definibile 5.0 in modo concreto, con al centro le persone e l’attenzione all’ambiente.

Bianchi ha accompagnato e accompagna uomini e donne prima che ciclisti e cicliste. Uomini che hanno mostrato con quella maglietta e le mani strette a quei manubri, tutta la loro forza, ma anche le loro fragilità.

Ph. Veronica Santandrea alias Cara Biga

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