Quando ho capito l’importanza del movimento

Come tutto ebbe inizio

Qualche settimana fa, mi sono ritrovata con una vecchia conoscenza, una di quelle persone che ho conosciuto nella mia precedente vita. Si, nella mia precedente vita non ero proprio come ora, ero una persona da bar e divano, pigra e non amante della fatica, o almeno credevo d’esserlo. Ancora oggi mi pare incredibile come potessi essere così diversa e come potessi non avere questa esigenza viscerale di muovermi e curiosare qua e là.

Credo sia proprio per questo motivo che persone che mi hanno conosciuta più di 10 anni fa ora mi vedano profondamente cambiata. Così, in un pomeriggio piovoso di settembre, davanti a una tazza di tè e miele arriva la domanda: com’è nata la tua passione per la corsa e in generale per il movimento? 

Mi scappa un sorriso perché proprio durante una delle mie corse, nei giorni precedenti, avevo ripercorso i miei passi fino ad oggi e riflettuto su come tutto ebbe inizio.  

In quel momento è stato come se stessi rendendo reale quello che solo qualche giorno prima avevo pensato lungo tutto una corsa. Proprio quel pensiero, ogni volta che con la mente ci faccio ritorno, mi scalda e mi fa stare bene. Quel pensiero segna un cambiamento radicale, ma io non sono cambiata, sono sempre stata così, ma, prima, non l’ho mai scoperto. Così, quando mi sono trovata e sperimentare le gioie dello sport e della fatica, mi sono ritrovata, mi sono unita alla parte più profonda di me. 

Da piccola non ho mai praticato sport assiduamente, qualche prova qua e là, ma niente di serio. Sono passati tanti anni e mi ricordo che ogni volta che c’era da fare anche solo una camminata in montagna ero del tutto svogliata (pensa te). Nel 2013 ho iniziato a fare CrossFit con un’amica. Ci trovavamo due volte a settimana in un ambiente che non mi piaceva molto, non mi sentivo a mio agio, ci vedevo molto giudizio e tutto è finito con due belle protrusioni che ancora oggi mi accompagnano e ogni tanto si fanno sentire. Poi c’è stato hydrobike, step, pilates, palestra, ma la scintilla non è mai scattata. Vedevo quel tempo come un sacrificio e una fatica inutile; si – dopo stavo meglio per carità – ma non ero appagata. 

Ho iniziato ad andare seriamente in palestra, ma facevo solo corsi, yoga, striding, spinning e lì qualcosa si è acceso. Quando il cuore batteva forte e il sudore si impossessava di ogni centimetro della mia pelle provavo uno strano brivido. Non era sufficiente, non mi bastava, lo trovavo comunque uno sforzo fine a se stesso. 

Un giorno grazie a un gruppo di amici mi ritrovo a fare una bellissima passeggiata in Val Camonica. Io ovviamente del tutto impreparata, con le scarpe e l’abbigliamento sbagliati e zero allenamento, ma con tantissima voglia di arrivare in cima. La montagna da quel momento per me significherà sempre molto, talmente tanto da disegnarlo sulla mia pelle per sempre, ma questo merita un capitolo a parte. Con la montagna ho capito che quando il mio cuore batteva forte e gambe e fatica mi portavano in alto o lontano in mezzo alla Natura, trovavo me stessa

Il vero connubio è nato con la corsa. Ci frequentiamo ufficialmente dal 2018 e non ci siamo mai lasciate se non per cause di forza maggiore. Tutti gli infortuni, negli anni, ci hanno fatto avvicinare ancora di più. La corsa è una parte di me, è la mia migliore amica, la mia terapeuta, il mio specchio. Insieme a lei ho provato le mie gioie più grandi, con lei mi sono messa in gioco, mi sono sfidata, ho superato i miei limiti, che sono sempre tanti. La corsa mi ha insegnato il sacrificio, la disciplina, l’amore per me stessa, la tenacia. Tutti questi aspetti mi aiutano nella vita di tutti i giorni, perché alla fine, non mi alleno per correre veloce, mi alleno alla vita e alle sue sfide, traslo l’energia della corsa alle situazioni che ogni giorno mi ritrovo ad affrontare. 

Nel 2018, grazie a una persona a me vicina, sono entrata in questo mondo, anche se un po’ ci sono sempre stata, sin da quando ero piccola, vivendo di riflesso le esperienze di mio padre

Ho iniziato a corricchiare e la fatica era tantissima. Lo dico sempre a tutti infatti, la corsa è fatica, è interiorità, non è per tutti. Molti la trovano noiosa e quindi lei, fa la sua selezione. 

Grazie ad un evento della mia città, Corri X Brescia, ogni giovedì mi ritrovavo in Piazza Vittoria per correre 8 km. La bellezza di questo evento è che ci sono diversi gruppi di velocità guidati da pacerunners, persone che dettano un ritmo costante. Si può partire dal fondo, sempre in compagnia, e serata dopo serata vedere i miglioramenti, fino ad arrivare al gruppo più veloce. Il gruppo più veloce non mi ha mai vista, ovviamente, ma si fa quel che si può. 

Pian piano mi sono messa in gioco e ho iniziato a partecipare alle garette della domenica fino a trovarmi ben presto a correre tre volte a settimana senza fatica. Realizzavo pian piano che quell’uscita era un’esigenza, un modo per tenermi in equilibrio. Il desiderio di sfidarmi e mettermi alla prova mi ha portato ad iscrivermi alle prime gare ufficiali, a volte azzardando, forse troppo. Dopo qualche mese infatti mi sono iscritta alla corsa più emozionante del mondo, proprio lei, la Maratona di New York

Quando ripenso a tutti i passi che ho fatto, agli allenamenti in ogni condizione, alle emozioni, e soddisfazioni, alle rivincite, gli insegnamenti, ma anche ai pianti per non poter correre bloccata dagli infortuni, mi sento immensamente fortunata e grata di aver trovato questo sport, anche se per me è più uno stile di vita

Non è sempre e non è tuttora sempre tutto rose e fiori. Ci sono aspetti di questo mondo che ho scoperto e che hanno fatto male. C’è la competizione, ma non quella sana, ci sono le persone che ti misurano solo dalla velocità e che, per quanto ti possano essere vicine e amiche, ti guarderanno sempre con un po’ con riserva. Alcune dinamiche non sempre sono state il meglio per me, ne ho sofferto, ma ho sempre conservato la mia passione intatta, la luce guida. Non l’ho mai persa, ho sempre corso, mi sono fatta forte, passo dopo passo, sono sempre arrivata dove volevo, coi miei tempi e la mia filosofia, alla faccia di tutto e tutti. 

La corsa è stata con me nei momenti più difficili, mi ha dato una motivazione, mi ha dato la forza per affrontare i periodi bui. 

Si, perché se tu riesci a farti forza e accendere la miccia per metterti le scarpe e uscire a correre, userai la stessa motivazione per affrontare ogni fase di stallo, ogni delusione, ogni momento no. La corsa è maestra

Invito sempre tutti a provarci, a mettersi in gioco, dico sempre che non è facile, ma ne vale la pena, così come vivere la vita. 

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