
Così, a metà settembre, ho salutato la mia ultima alba di corsa della stagione.
In questa estate 2024, a causa del meteo avverso, ho iniziato tardi con “l’orario estivo”, ma è stato davvero intenso.
Amo il caldo e tutto ciò che porta con sé, ma correre con temperature troppo alte è abbastanza devastante per me, ecco perché qualche anno fa ho deciso che d’estate avrei corso sempre e solo la mattina molto presto, prima dell’alba.
Inizialmente mi pesava, lo ammetto, e tuttora qualche mattina non sono stata troppo convinta di alzarmi dal letto, ma poi ho scoperto e apprezzato tutto ciò che il correre così presto ti regala.

La sveglia suona alle 5:00 e questo significa che anche la sera prima sarà un po’ da “sacrificare”, ma, come in tutte le cose, ci si organizza.
Credo che quando qualcosa è veramente importante e prioritario per te, tutto il resto può aspettare o trovare nuovi tempi e forme.
Dicevo, la sveglia suona alle 5:00, la testa lo sa, ma il corpo no, non sa che di lì a breve dovrà essere bello attivo. Mi alzo dal letto e i pensieri che mi spingono a farlo sono sempre diversi. Alcune mattine mi sveglio carica ed energica, perciò mettermi in moto non mi risulta difficile, altre, dopo la notte passata magari col caldo afoso, il mio pensiero va al minimo di fresco che potrò raccogliere uscendo di casa. Altre volte la fantasia va a lei, l’alba.
Parto sempre col buio, ma so che a un certo punto la luna lascerà lo spazio al sole e ci vedremo. Ci troviamo per tutta estate, non sempre nello stesso punto e alla stessa ora, ma quell’appuntamento certo mi riscalda e motiva, ripaga la sveglia presto, ripaga le ore di sonno sacrificate, mi emoziona, ogni volta.

La mattina il respiro, che pochi minuti prima mi accompagnava forse durante una russata, si fa compagno di viaggio, più intenso, alcune mattine affannato, costante, mio.
Le gambe carburano piano piano, le accolgo con gentilezza perché so che in un certo senso le sto traumatizzando, così come le articolazioni, i legamenti e ogni muscolo. Parto con un minimo di riscaldamento, i miei rituali pre corsa per scongiurare altri possibili infortuni, e un dattero, forse due, nello stomaco, non posso quindi chiedere troppo al mio corpo.
La mattina presto non si corre per allenarsi, almeno, io non corro per allenarmi. Lascio andare ogni schema, ogni programma e mi ascolto. Correre la mattina mi mette ancora più in contatto con la parte più intima di me perché il mio corpo non ha ancora incontrato il mondo esterno, non ne è ancora stato influenzato, non c’è niente su cui rimuginare, su cui riflettere, c’è solo il corpo che si attiva insieme a tutti i sensi.

Gli incontri durante una corsa mattutina creano una routine e scandiscono il tempo e le abitudini e, quando non è così, fanno sorridere.
Per esempio per tutto il mese di luglio, ho incontrato sempre nello stesso punto diverse persone. Un ragazzo con il monopattino elettrico sulla pista ciclabile poco prima di fermarmi a fotografare l’alba nel mio punto preferito. Lasciava ogni mattina una scia di profumo anche troppo intenso. Una mattina l’ho incontrato cinque minuti dopo e ho realizzato che era in ritardo, credo, per il lavoro. Le due amiche con la parlantina invece le trovavo sempre sul finire della mia corsa, intente a raccontarsi chissà cosa, con ampi movimenti di mani e braccia. Poi i miei preferiti, due signori sulla settantina che ogni mattina mi hanno regalato sorrisi dolcissimi. Li incontravo sempre all’ombra degli alberi che costeggiano la pista ciclabile, loro più calmi, con movimenti lenti, in armonia con il loro tempo. Anche durante le vacanze, in Sardegna, sono riuscita a trovare i miei punti di riferimento tra runners e camminatori.
Gli incontri mattutini sono pochi, ma intensi, ci si guarda dritti negli occhi, ci si ritrova affini in un momento così intimo come del resto è la mattina presto.

Anche la Natura si risveglia piano piano, i rumori delle auto sono lontani e si sente ancora qualche grillo, i galli cantano e le chiocciole attraversano i vialetti umidi con calma, si portano al sicuro perché da lì a poco non sarà più un mondo per lenti.
Correre la mattina prima dell’alba mi connette con la mia parte più profonda, mi consente di organizzare al meglio i pensieri, di visualizzare quello che mi aspetta durante la giornata, mi da un vantaggio. Vantaggio, si, quando inizio la giornata così mi sento in vantaggio sul mondo, i miei sensi si sono attivati prima, perciò riesco a gestire meglio le situazioni. Ogni cosa è relativa ed è come se, anche i problemi, diventassero meno intensi di quell’alba che quella mattina mi ha incendiato le pupille mentre, con i battiti alti, l’ho vista nascere.


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