Da Iseo al Lago Moro (BS) in bici

La bellezza delle prime volte 

Quando ti abituano al perfezionismo, raramente apprezzi le prime volte. 

Si è inesperti e quindi si sbaglia. É un aspetto che ti porterai dietro in tutti gli ambiti della vita, dalle amicizie, all’amore, fino alla vita lavorativa e allo sport. Le prime volte implicano un impegno e un’attenzione diverse, ti spingono a metterti in gioco e spesso ti buttano in faccia le tue incapacità. Se durante l’infanzia e l’adolescenza l’errore non è stato contemplato, anche il processo di apprendimento sarà difficile. Personalmente mi ritrovo a voler fare le cose da sola per paura di non essere subito all’altezza, e, il non essere all’altezza, è normale. È normale, ma lo capisci col tempo e non è detto che tu riesca ad accettarlo. Prima imparo, capisco, e poi posso iniziare a condividere. 

Ho recentemente ritrovato questo atteggiamento anche con la bici. 

Acquistata a maggio dopo un infortunio, inizio come tutti un po’ per caso a pedalare. Da subito, pubblicando le mie avventure sui social, arrivano prima i consigli non richiesti, poi il bombardamento di eventi da fare in compagnia. Qui, arrivano i primi segnali di disagio. Pedalare in compagnia implica avere un discreto allenamento, e se poi mi lasciano indietro? Come si scaricano le tracce? Se mi perdo? Non sono in grado di fare salite e poi voglio prima imparare bene, prendere dimestichezza, sbagliare da sola. 

Quando ti abituano al perfezionismo, non puoi fallire davanti agli altri

La vita, però, se sei in grado di leggere, e di leggerti, ti regala consapevolezza. Quella consapevolezza che oggi, pian piano e a modo mio, mi porta a cercare quelle prime volte. 

Le cerco perché nelle prime volte ci sono ancora quella cura e attenzione che con l’abitudine dei gesti si perdono. Le cerco per la bellezza di imparare come se fossi una bambina, per prendermi il lusso di poter sbagliare e non dover rendere conto a nessuno, se non a me stessa, dei miei errori. Le cerco per migliorare. 

In questa estate che non vuole partire, ho deciso di organizzare un piccolo viaggio verso il Lago Moro con l’obiettivo di pareggiare i segni che l’abbigliamento da ciclista lascia, inevitabilmente, sul corpo. Per la prima volta ho preparato il mio mini bikepacking, selezionando solo l’essenziale, sottraendo. Ho scelto ciò che la mia borsa da manubrio poteva contenere. 

Per la prima volta ho caricato la mia bici sul treno da Brescia a Iseo e ho capito di essere d’intralcio, pensate, ho anche prenotato il supplemento e messo la bici nell’apposito spazio. 

Per la prima volta ho affrontato una lunga e velocissima discesa in “presa bassa”. Inizialmente con il terrore di ribaltarmi, per poi capire che è il modo migliore per farlo. Bisognava solo provare, ma l’ho dovuto capire sola, senza nessuno che stesse a guardarmi e a dirmi come fare. 

Questo è lo stupore che solo le prime volte regalano. Mi auguro di avere una vita ancora piena di prime volte, quelle che fanno paura, ma che fanno sentire tanto fallibile quanto vivo. 

La traccia Komoot

Lascia un commento